Eros Povigna
Esilio in città di mare

Alla vigilia del giorno di alzheimer,
starò a chiedermi se ho contato bene.

Se almeno il mondo avesse iniziato
a girare in senso contrario.
Non starei a combattere
con il tuo senso di nausea.
Non avrei perso tempo a cercare
di rimanere in piedi.

Non continuerei a respirare
la presenza di un'assenza,
non starei a leccare i miei
scritti immortali,
prima di diventarne attore.

Che senso ha cercare di distruggere
la logica con un'altra logica,
se non si può essere
illimitatamente felici

Io l'uomo più libero di tutto l'impero
non posso evitare che il sole sorga ad est,
non posso evitare il mio suicidio superiore.

Se non avessi cercato di essere il superuomo
non sarei in esilio in città di mare.

E mi mancano cinque giorni a contarne cinque.


La mia terra

La mia terra è un frattale di volti composti.

Se ne stanno quieti,
a seccare al metato
e la luce diffusa li offusca,
uno ad uno.

Se ne stanno in posa,
ad aspettare il turno
e la luce ne incide le rughe,
una ad una.

La mia terra è un disegno di volti composti.

Ammassati e inerti,
i rilievi turchesi,
l'ombra li spinge alla corsa,
per ruolo corale.

Messi insieme
a scrutarsi i difetti,
un raggio più scuro li adombra,
per ruolo minore.

La mia terra è un composto di volti composti.

Se lancio un raggio di inverso vettore,
all'occhio rimane solo quel volto
che l'occhio vuole vedere solo.

Se lancio un raggio di inverso vettore,
la mia terra è un volto di volti composti.

E l'empatia per quel volto è una pena benigna.


Eros Roberto Povigna, laureato al DAMS di Genova, svolge attività di pubblicista ed è autore, compositore e cantante. Membro fondatore di un cineclub si occupa di regia, sceneggiatura e recitazione. E' apprezzato come poeta sui più importanti siti e riviste culturali e ha ottenuto ottimi riscontri ai principali concorsi letterari. Sta attualmente lavorando al disco della sua band "Humor Vitreo".  email: E.R.Povigna 
07-04/