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Antonella
Pizzo
Distenderei
il divisorio a soffi
Distenderei il divisorio a soffi
e scioglierei quel nodino di vitello
nell'iniquit– rossa come sabbia
ci butterei la candeggina e soda
ma l'altoparlante suggerisce l'offerta
del prendi tre e paghi due
la ragazza spicca il volo alto
con la gonnellina verde e fularino
squittisce dentro il cellulare e fila
su pattini a rotelle tecnologici
nella corsia 38 una bottiglia d'olio
si e' sfracellata a terra, e' massacrata
pericolo di morte per scivolamento.
Le trenta casse dell'ipermercato
non bastano a smaltire le file
io senza voltarmi indietro
spingo il mio carrello nel vuoto.
Dio
abbozza le nostre vite
Dio
abbozza le nostre vite
sulle
ali delle formiche
e su
ventagli di seta le dipinge.
Apriamo,
dunque, questa raggiera larga
e
leggiamoci la storia.
Guarda
bene, nella seconda stecca
si
vede chiaro che affogheremo tutti
nella
marmellata d'albicocche.
Ci
sono pezzi e ossa di balena
e
pere e mele e peperoni
mal
cresciuti sotto i letti soffocati
in
quei giorni d'afa stretta
quando
le donne con i morsi alla gola
ci
pestarono i cuori rinsecchiti.
Per
te ho affittato una casa
e mi
preparo al grande viaggio
con
calzini spaiati e una sacca spopolata
ma
con o senza, sempre
mi
tiene compagnia l'esal(t)azione.
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