|
Elena Monti
Magnolia 2.0
I
fiori non hanno mani. Le carezze
Le
fanno con il profumo.
I
Il
letto era bello più del blu e i pigiami rigirati
e
Annette come un sogno
le
sue mani, bauli di fotografie interrotte
posero
la tavolozza sbiadita sotto il cuscino
troppe
tele davano sul suo viso
e
nella notte più toccata dalla neve
Annette
si accorse che le lenzuola erano
vergognose
del nuovo sonno tanto che lei, per mesi,
non
riuscì a dormire con la luce spenta
II
'Le
sue mani come compendi funebri' disse Annette
e
tutti sanguinarono per morte istantanea
III
'Fermo
così' un pennello fra le labbra di Annette
che
disse 'Così, rimani così' e respirava a lungo
il
ragazzo aveva smesso di pensare e
non
si perdeva più nello spazio
le
sue mani, ali sfuse per essere tempo
in
16 secondi capirono che sono i colori
e
non gli occhi a scegliere le storie
e
felice che da qualche parte qualcuno guardando
alla
finestra soprirasse 'E' Annette' rimase immobile.
IV
'Potrei
mai fingere i colori?' Annette come una manetta vuota
attaccata
alla spalliera del letto dondolava
insoddisfatta.
V
Annette,
per qualche giorno, trattenne sassi blu
negli
occhi, a chi le chiedeva 'Come stai?'
lei
rispondeva che lo sapeva da sola
che
non dormiva da anni, che aveva
un
aspetto pessimo, che non camminava come prima
e il
tempo non capiva e si fidava dei dettagli
e i
dettagli erano belli perché forti e allora Annette
non
sapeva che fare, le sue pupille ambivano
al
colore 'costruire' ma nel dubbio inventavano pareti.
VI
'Le
persone assumono la stessa espressione
quando
ti spiegano le cose- il ragazzo indossava
un
maglione continuato nell'aria- sembrano
tanti
pullover lavati in acqua fredda
le
persone quando spiegano si costringono alle parole'
VII
Il
ragazzo era ritratto nudo
VIII
'Le
persone ottengono la stessa voce
quando
spiegano i colori
sembrano
tanti pullover rammendati in più parti
camminano
per il solo gusto di prendere aria dentro'
e
quel Natale che faceva freddi i blu
e
non risparmiava neanche lei che sanguinava
di
fronte alla tela e in ogni altro luogo che
appartenesse
alle magnolie
e il
ragazzo non capiva e smise di sognare
e
sussurrò 'Faccio io' davanti al lavandino
con
i pennelli sporchi nelle mani di Annette.
IX
Lei
era quella nuda.
X
Annette
copiava e ripeteva la parola 'insolvenza'
e lo
credeva davvero che se fosse stata capace
a
disegnarla non sarebbe lì adesso
con
i pennelli sporchi buttati a terra
e
l'acqua che scorreva solitaria in basso e in quell'attimo
capì
che la sera stessa doveva fare
qualcosa
di buono prima di addormentarsi
XI
Annette
odorava anche nuda.
Il
milite ignoto
Il
Vecchio Generale sarebbe dovuto morire
con
l'ultima migrazione delle farfalle obese
invece
lo scorso lunedì lo trovammo
affacciato
alla finestra
intento
a staccare, con la sola forza del pensiero
le
foglie dai rami del ciliegio, convenimmo
che
egli voleva dimostrare l'attesa della guerra-
dove
le donne sono più sottili
nell'ultimo
campo profughi toccato dalla pioggia
il
Soldato M. conobbe una schiena
che
rimaneva dritta come se fosse stata
prigioniera
della sabbia 'mi ricordo
un
fuoco gestito con le dita
la
vanità di sapermi piccola cosa
mentre
qualcuno fuori numerava le teste'-
la
Soldatessa W fu la 297ima a ritornare in patria
le
sue gambe sapevano di ghiaccio sciolto di notte
e
quando le chiesero il passaporto
lei
porse alla hostess l'ultima ecografia fatta
'nel
caso lei riconosca questo profilo, mi chiami
io
sono riuscita a scorgere solo un passamontagna'-
tutte
le volte che colei, giocando con i prigionieri
si
accendeva una sigaretta
il
fumo arrivava a riscaldare i genitali del contadino J
'Hollywood
con un solo film
ha
estirpato 200 anni di psicanalisi
la
dimostrazione che anche la guerra per definizione
può
rendere arrossati gli occhi e le mani'
non
c'era mai nessuno ad attendere
che
la comunicazione dei kalashnikov sparisse
la
Guardia del Corpo P. osservava la telecamera digitale
divaricargli
le espressioni
e
raramente si sentiva a proprio agio
con
quella bandiera alle spalle
'quando
lo uccisero preferii chiudere gli occhi
in
attesa di una vena recisa trovai un urlo
come
un pozzo'- la guerra è un atteggiamento della vita.
|
|