Paula Grenside
La Pietra

Tu mi accusi di respingerti. Tu, capace
di spaccare l'atomo, ti lamenti che ti graffio  il sedere
con la mia superficie ruvida, che scaglio schegge
ai tuoi  piedi mantenendo la mia compattezza. Cos'è questa pretesa?
Tu puoi martellarmi, frammentarmi, fratturarmi,
vedrai solo la superficie. Non sai annusare gli strati di gocce d'acqua
e foglie,  acqua, gocce, foglie morte.
Non ho stanze segrete, solo l'interezza dentro la forma
che non afferri.

Io stupida e grettezza grigia? Io manco
di partecipazione? Chi prendi in giro?
Sono io a dirigere la tua mano quando mi tiri; io scelgo il bersaglio:
stomaco, occhio od una pancia incavata.
Io, per prima, mi intingo nella ferita e faccio
affiorare la vergogna blue. Riderei se avessi muscoli,
ma non ne ho, né per il pianto, né per il riso.
Ma tu sei ottusa e continuerai ad accusarmi
quando coprirò la tua tomba ed aggiungerò
nuovi strati alla mia interezza senza porta.


Piccoli Incontri

Puoi trovarmi seguendo
le impronte nella neve,
raccogliendo stelle bianche
che pendono dai rami degli abeti.

Se non mi trovi là,
tocca ciò che io ho toccato -
le nostre impronte su coppe di cristallo
si mescoleranno in piccoli incontri
nel silenzio di ghiaccio.

Stanotte, la luna falcia
cime d' alberi incappucciate di bianco;
brilla in oscurità di specchi : aperture
di luce, sorrisi di vetro.

Paula Grenside:  vive e lavora in Italia, vicino a Venezia. Ha pubblicato due raccolte di poesie ed una di racconti in italiano e due chapbook in inglese. Altri lavori sono apparsi su varie rivviste on-line. Da due anni si dedica anche alla fotografia e arte digitale.  email:  P.Grenside