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Crisalide
Allucinazioni di
uno spaventapasseri Pupille deliranti a scrutare il vuoto di una stanza opaca immersa nella città fantasma costruita a dismisura d'uomo (manca l'aria al cervello ingabbiato) silenzio assordante abbraccia pensieri stesi su spartito illeggibile corroso da immoralità travestita da buon pastore di greggi obbedienti esco a fare dieci passi diseguali in viali anonimi di gente assente siedo su panchine di vernice fresca per avere un vestito diverso domani (nella valigia chili di becchime per piccioni) volo a planare su campi di grano ove sboccia la libertà perduta tra corse di tram e metro asfissiati da presunzioni vane di casalinghe isteriche alle spalle un'allucinazione sintetica da dimenticare come porte aperte al vento mentre svito mani e piedi per ritornare spaventapasseri fedele alle carezze del Sole (amante della Luna e zimbello di corvi assassini) Lecca le mie unghie d'acciaio Se copro labbra macchiate di gigli polverosi è solo per salvare la faccia che ho perso l'altro ieri (quando cercavo oro nel fango) ma ho ritrovato il naso stamani mentre ripulivo un corpo ingombro di dissezioni sterili e funamboliche (finalmente odore d'arrosto senza fumo) e adesso corro a sbucciare un limone per provare brividi acidi al primo morso come carezza che fruga curiosa nel buio (retrogusto persistente di ormoni) lecca le lame affilate delle mie unghie d'acciaio aperte a ventaglio in assenza di vento così avrai una lingua biforcuta capace d'imboccare strade diverse per arrivare a godere da testa a piede e smetterai di lanciarla su una sola corsia a senso unico ... Sarà la mia lingua curiosa Siedo a gambe incrociate sopra una cassetta delle lettere rossa stile Old English il the delle cinque s'avvicina ma è una vecchia abitudine da sradicare senza pietà occhi della gente addosso ... le mie calze non sono bucate ma semplicemente usate nelle notti di luna piena e lunghe gambe s'intersecano a nascondere un piacere sublime cercato per non morire di sonno mormorii disturbano la quiete ... saranno i miei capelli rossi tagliati alla base dei pensieri ad attirare gli sguardi altrui sarà la mia lingua curiosa alla ricerca di dolci pietanze a parlare un idioma sconosciuto ombrelli e bombette sussultano ... la lettera che stringo tra le mani è scritta senza inchiostro indelebile su pelle díavorio lecco il francobollo di carne velina cosparso di promesse dal sapore ignoto e m'infilo nella fessura dei tuoi desideri ... ** Queste poesie sono apparse per la prima volta su LiberodiScrivere (23.06.2003; 07.08.2003; 11.08.2003). |
| Crisalide vive
a Belluno, ha 34 anni, è sposata, fa la contabile e studia Storia
alla Ca' Foscari di Venezia. Ha pubblicato qualche articolo su un mensile
e un quotidiano locali, nient'altro. Ama studiare, leggere, scrivere e conoscere
il mondo intero, in tutte le sue sfaccettature. |