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Nunzia
Cosenza
Rapinando ore appena svegl
Spiluccando acini di sole
rubo al tempo le sue ragioni,
è un chiostro di piombo
il mare di marmo
attraverso le vetrate,
come suore in preghiera
urlano le onde al cielo
Tempio
L'avorio delle tue parole
è colonna del mio tempio,
addormentata nel vestibolo
di sentimenti sparsi,
come cinghiale
chiuso nella sua fame irsuta,
attendo di dar caccia
ai tuoi istinti.
Catena
Granelli di emozioni sbriciolate,
scivolando dalla clessidra incrinata
che segnò il nostro tempo, divengono lido
aperto sul mare di ricordi
Sul bagnasciuga dei momenti,
solcato dalle orme dell'oblio,
si rifrangono le promesse
sciogliendosi, come dubbio, in impalpabile spuma bianca
Accordi elettrici di dure note
scandiscono il gioco dei nostri sguardi
offerto a spettatori sconosciuti
e gli occhi chiedono ciò che la bocca, fedele, non osa pregare
La passione, come catena di reminiscenze,
serra la ragione e non esistono più ore e secondi
ma solo noi, nell'Eden della nostra follia,
aggrappati all'illusione di un giorno
che muore innocente senza domani.
Ventaglio
Di carne son fatte
le bacchette del tuo ventaglio,
di fatue passioni fuggiasche
unite da scampolo grezzo,
che ha colore di alcove in
penombra
E cieco, bendato da cupidigia
di sterili emozioni,
tra le pieghe della stoffa, non scorgi
gli acari di superficiali amanti,
quando apri, narciso,
come coda di pavone,
il tuo ventaglio per soffiare boria.
Quiete
La conchiglia, sulla muta sponda,
come piccola, eburnea clessidra,
raccoglie la dorata sabbia
e scandisce i miei giorni.
Cristalli di mare giocano con le mie emozioni:
anemoni dai colori caleidoscopici fisse sul fondale
della mia memoria.
La vita, maestoso gabbiano
spazzino di sottili trame, si
nutre dei miei anni: giovane pasto guizzante.
Dall'acqua son venuta e al mare torno
immergendomi nel suo pacifico oblìo.
L'ostrica
Non c'è moneta che paghi
il bagliore distratto
dell'ostrica chiusa
immersa in tornanti
di onda e di sabbia
friabile corazza di
sale e passato
con trama di sogni
mi regala parole
coi silenzi rapiti
alle distese del mare
Gioco a rubar il suo tesoro
ma mistero resta,
così dolce e amaro,
nel tacere di bocche lontane. |
| Nunzia
Cosenza,
Nunzia Cosenza, nata il 18 ottobre 1975, è studentessa di legge
e
vive a Messina |
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