Andrea Cavaliere
La polvere del giocoliere

Lune ripiene di polvere di roccia
si rincorrono
in binari di orbite
dipinte sulle pareti della notte.
Galleggiano morbide
nello scirocco dei vicoli

appiccicate ad occhi di bimbi;
talvolta si inseguono
ribelli
fra i sampietrini.

Anche le parole dei poeti
librate verso soffitti di stelle
volteggiano ubriache
fra capriole di sinonimi
in uno stupore di voci fragili.

A volte le mie mani
vuote
annaspano nei silenzi  dell'aria,
lo sguardo spezzato
scava fra le sabbie del cielo.

Continuo a raccogliere

i miei attrezzi da giocoliere
fra la polvere dei ciottoli.


Inseguo orme scavate

Inseguo orme scavate
tra la rena tabacco,
calchi friabili di minuscoli scogli
memorie di rocce e conchiglie
scalpellate dalle onde.

Sabbie,
sgretolarsi di giorni.

Appoggio sull'ombra informe,
sconfinandola,
un piede orgoglioso
emulo goffo di eroiche gesta.
Affondo gli occhi
negli umori di un'antica spiaggia,
spegnendo lo sguardo
da un ineffabile orizzonte.

Impronte,
consumarsi di giorni.

Dimentico beffarde sculture,
bonsai del passato
raccolti nell'oblio,
cercando orme migliori
prima dell'alta marea.


Dissolvenza di nebbie

Fumo di lacrime,
come incenso da un altare,
grida al cielo
con dita trasparenti
aggrappate a stampelle di granoturco.

Cirri di terra,
angeli spenti
in dissolvenze aeree,
inutili esplorano
strappi cerulei:

scioglieranno al vento.

Da una umida roggia
fra sambuchi di Pasolini
un bucaneve si erge
innocente protesta.

Un anelito evanescente
si leva
a sogni di stelle,
divinità,
nebbie di meditazione:

scioglierà al tempo.

Andrea Cavaliere, nato a Genova nel 1970; dopo essere cresciuto in
Liguria (influenzato dai suoi conterranei (per nascita o per
adozione)  Montale, Sbarbaro, Campana, Caproni e, soprattutto, dal
nonno, Italo Rossi, poeta e presidente del circolo culturale
chiavarese "L'Agave". Ha vissuto a Londra, in provincia di Brescia e
da tre anni risiede in Sicilia, vicino a Siracusa, dove lavora come
insegnante di inglese. email:  A.Cavaliere