Poems Niederngasse
Paolo Rossi, «Racconti della distanza»,
Lampi di stampa, Milano, 2004


Partono dal secondo dopoguerra per arrivare fino ai giorni nostri le storie presentate nel volume «Racconti della distanza», pubblicato dall’editore milanese Lampi di stampa e scritto da un esordiente viareggino: Paolo Rossi.
Un autore che narra di una città ben nota a chi ha conosciuto e affrontato quel periodo, ma che è evocata solo dalla memoria e dalle voci che parlano. Memoria che ogni tanto si riscuote, sull’onda di un profumo o di una situazione, pronti quasi a fungere da scusa, o da alibi, per riscoprire e riportare in vita le cose.
Il volume è articolato in sei racconti e un capitolo zero che dà il senso alle storie che seguono.
Le voci parallele mettono in relazione punti di vista differenti, imponendo una distanza/vicinanza da quelle vicende. Ecco l’elemento che caratterizza lo stile compositivo di questo autore. Spentesi le voci dei due protagonisti del primo racconto, se ne manifestano altre in una successione che, seppure diversa per i temi trattati, è invariabilmente orientata al recupero di significati e desideri che sembrano essersi sciolti nel nulla. E Viareggio è sempre sullo sfondo: con le sue strade, con le sue piazze, con i magazzini e i negozi che oggi sono scomparsi, con le persone che ormai sono solo un ricordo rimasto in qualche cassetto della memoria.
“Com’è che siamo diventati ciò che siamo”: si chiude così il capitolo zero che serve a dare l’intonazione generale a tutta l’opera.
Sei racconti leggeri e amari, quindi, per riflettere sui cambiamenti che ci hanno accompagnato in questi ultimi quaranta anni.